Autore: Simona

 

La birra belga è uno dei prodotti migliori che si possa trovare nel panorama del mercato europeo. La popolazione del Belgio è molto attaccata a questo prodotto che colpisce subito il cuore e il palato di chi lo assaggia per la prima volta. Per poter avere l’onore di sorseggiare birre belghe di ottima qualità ci sono due possibili soluzioni, la prima è recarsi in Belgio e visitare uno dei numerosi pub e birrerie presenti sul territorio, la seconda è invece recarsi in un locale alla moda e trendy, come l’os club roma, che offre ai suoi ospiti la possibilità di scegliere tra una vasta gamma di birre da degustare.

La classifica delle migliori birre prodotte in Belgio

Il Belgio è un paese bellissimo, ricco di monumenti e un patrimonio storico artistico di grande valore ed interesse. Il Belgio è anche famoso in tutto il mondo per la produzione di birre di altissima qualità che vengono servite all’interno di locali molto particolari. Di seguito sono illustrate alcune tra le migliori birre belghe che bisognerebbe assaggiare almeno una volta nella vita.

  • Pecheresse è una birra dal sapore molto speciale, viene servita generalmente all’interno di una grande boccale ma può essere sorseggiata direttamente dalla sua bottiglia, sulla quale è ritratta una donna sdraiata. Il suo gusto è fruttato, ha una gradazione alcolica molto bassa, è il prodotto ideale per chi si avvicina al mondo della birra belga per la prima volta.
  • Omer è una birra dal sapore molto particolare, ha un gusto reso speciale grazie all’utilizzo di spezie varie e di agrumi. Ha una gradazione alcolica alta, quindi va consumata con attenzione.
  • Westmalle è una delle birre trappiste migliori prodotte nel paese. E’ caratterizzata da un sapore intenso, ha un aspetto cremoso e denso, ideale per accompagnare piatti a base di formaggi e insaccati. Ha una gradazione alcolica media.
  • Chimay Red è una birra rossa dal gusto fruttato. Ha una gradazione alcolica del 7%, è un prodotto molto amato dal sesso femminile ed ha un retrogusto che ricorda il sapore dell’albicocca.
  • Kriek ha una gradazione alcolica media, il suo sapore è molto fruttato e durante il processo di fermentazione le vengono aggiunte delle ciliegie fresche, che rendono il suo gusto veramente speciale.
  • St. Bernardus è un prodotto dal sapore unico che ricorda la nocciola, è una birra con un’elevata gradazione alcolica, che si aggira intorno al 12%, quindi va bevuta con moderazione.
  • Orval è una birra trappista chiara, ha una gradazione alcolica media ed un sapore deciso.
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La scelta del cocktail più adatto non è affatto semplice e per bere un drink eccellente è importante recarsi in un locale di un certo livello, come l’art cafè a Roma, che vanta la presenza di bartenders esperti e professionali. La bravura del bartender sta nel mescolare gli ingredienti in modo tale che ogni drink abbia un sapore deciso e particolare.

Le caratteristiche dei più diffusi cocktail alcolici

Per poter capire quale cocktail è più adatto alla propria persona e ai propri gusti è necessario conoscerne le caratteristiche e gli ingredienti. Di seguito sono illustrati alcuni tra i più apprezzati drink alcolici.

  • L’Americano è un frink nato intorno agli anni trenta nei bar di Milano, la sua preparazione è abbastanza semplice e il suo sapore deciso, basta prendere un tumbler, aggiungere del ghiaccio, del Campari e del Martino Rosso, mescolare con cura e infine aggiungere della soda.

  • L’Angelo Azzurro è un drink molto amato dai giovani, al suo interno è presente il Cointreau, il Gin e il Blue Curacao.

  • L’Aperol Red Bull si prepara direttamente all’interno del bicchiere con in quale viene servito, per prima cosa si deve mettere l’Aperol e poi si aggiunge la Red Bull. Il drink ha un sapore fresco, dovuto anche alla presenza del ghiaccio e di una fetta di arancia.

  • L’Aperol Spritz è un drink molto amato negli ultimi tempi, si prepara direttamente nel bicchiere con il quale viene servito, è composto da prosecco, il Selz e l’Aperol. Ha un gusto deciso e frizzante, viene servito con ghiaccio e una fettina di arancia.

  • L’Apertas è composto da Cedrata e Aperol. Il bicchiere viene generalmente decorato con una fetta di limone o arancia e del ghiaccio.

  • Il Bellini è un classico tra gli aperitivi, viene servito all’interno di un elegante flute e contiene Champagne e pesca.

  • Il Bloody Mary è un cocktail dal sapore molto particolare, contiene succo di pomodoro, vodka, tabasco, succo di limone e salsa Worcestershire.

  • La Caipiroska viene generalmente servita in un bicchiere old fashioned, ha un sapore dolce e fresco, dovuto all’unione di vodka, ghiaccio, zucchero e lime.

  • La Caipirinha è un drink brasiliano che si prepara direttamente all’interno di un bicchiere tumbler, è composto da cachaca, lime, ghiaccio e zucchero di canna.

  • Il Cuba Libre è un drink dal sapore forte e deciso a base di Rum bianco, succo di lime e coca cola. Viene generalmente servito con una fettina di lime o limone.

  • Il Gin Tonic viene generalmente servito in un bicchiere long drink, contiene Gin, ghiaccio e acqua tonica. 

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Tra le bevande più sorseggiate e vendute al mondo, la birra negli ultimi anni sta riscuotendo considerevole successo anche tra le persone più adulte e di generi più raffinati, finora più propensi a bere il vino nella maggior parte delle occasioni importanti. Di conseguenza, la birra non è più bevanda soltanto per giovani e da bere in compagnia o da soli in qualche pub o pizzeria, ma anche durante importanti eventi o a una delle feste private Roma o dappertutto ce ne sia l’opportunità. La sua produzione è diffusa in tutto il mondo e, sebbene in Europa vi sia una considerevole ed antica tradizione, anche altre aree geografiche, dall’Asia alle Americhe, ne forniscono di qualità elevata. Esistono inoltre diverse tipologie di birre, che si differenziano per gusto, gradazione alcolica e colore, andiamo a conoscere quelle più famose e vendute, non solo in Italia ma in tutto il mondo.

Guinness: bevanda di origine irlandese tra le più celebri e commerciali, molto scura e corposa, dal sapore intenso e particolare, molto diffusa ed apprezzata soprattutto nel mondo anglosassone. Consigliata da bere in compagnia nel classico pub irlandese;

Heineken: birra olandese la cui produzione e diffusione è iniziata nel lontano 1864. Anch’essa molto commerciale ed apprezzata sul mercato internazionale, grazie ad un gusto davvero leggero e dolce, a cui si abbina una gradazione non alta, circa il 5%. La sua celebrità si è diffusa anche grazie a fortunate e divertenti campagne pubblicitarie;

Skol: bevanda assai particolare in quanto creata piuttosto recentemente, nel 1964, dalla combinazione di diverse tradizioni di mastri birrai europei e nordamericani. La sua gradazione alcolica è ridotta, in genere circa il 2,8%, che tende poi a variare in base alla zona di commercializzazione, tuttavia è diffusissima nel mercato sudamericano;

Budweiser: celebre birra di origine americana, commercializzata poi nelle aree a forte influenza anglosassone e al livello mondiale. Dal gusto leggero e fresco e dalla tonalità ambrata, la sua gradazione alcolica si attesta sui 5%. Più recentemente è stata lanciata anche una sua versione più leggera (4,2%) e meno calorica, la Bud Light, che ha riscosso altrettanto successo internazionale;

Snow: bevanda di origine cinese e la più venduta nel Paese asiatico, anche se si sta diffondendo in altre aree del continente. Si caratterizza per avere un gusto fresco, leggero e frizzante, dal colore chiaro e con una bassa gradazione alcolica, circa il 3%.  A renderla ancora più apprezzata in patria è il bassissimo costo, circa 0,90 € al litro;

Tsingtao: la birra cinese più famosa e conosciuta al mondo, infatti è esportata in decine di Paesi, tra cui Stati Uniti e diversi dell’Unione Europea, soprattutto dove è diffusa la presenza di consistenti  comunità cinesi. Creata da una società europea residente ad Hong Kong ai primi del ‘900, si presenta con un colore chiaro, gusto fortemente aromatizzato al luppolo e dalla gradazione alcolica non eccessiva, circa 5%.

 

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I turisti a Roma hanno l’imbarazzo della scelta quando si tratta di trovare un ristorante dove mangiare e gustare le specialità locali. Però, ci sono locali che offrono non solo esperienze gustative, ma anche emozioni e originalità che legano un pranzo o una cena definitivamente ad una bella esperienza nella città eterna. Tra i locali più esclusivi e a due passi dal Colosseo, si annovera l’OS Club Roma, un luogo – come si legge sul sito – dove «uomini e donne di mondo potranno respirare e assaporare il mondo, attraverso l’aria e i sapori dell’Urbe». Il locale nasce per volontà di un gruppo di amici di diverse origini e provenienze e con diverse esperienze all’estero consapevoli di tutto quello che una persona che vive all’estero cerca e vuole quando desidera divagarsi; un luogo che sia un ristorante di pregio, una discoteca, un luogo dove si svolgono eventi e incontri, con servizi esclusivi.

Qual è l’offerta del Ristorante OS Club Roma

La cucina dell’OS Club si ispira alla tradizione romana e mediterranea in genere, ma rivisitata con fantasia e garbata originalità dallo chef Duccio Bruttini. Il menù contempla sia piatti di mare che di terra, nonché proposte vegetariane. I sapori sono esaltati dalla scelta di prodotti di qualità e del territorio, selezionati con cura quotidianamente. Altrettanto curata è la carta dei vini con etichette D.O.C. provenienti dalle migliori cantine italiane. Il ristorante offre fino a 200 coperti, in una cornice storica, architettonica e culturale affascinante e ideale per accogliere pranzi di lavoro e piccoli eventi. Tra gli appuntamenti annui fissi, il ristorante si presta all’organizzazione di feste ebraiche, dal momento che la comunità ebraica a Roma è una delle più numerose nella capitale.

Il ristorante è aperto tutti i giorni a cena, domenica per il pranzo e il brunch. Il giorno di chiusura è il lunedì.

L’appuntamento domenicale

Tutte le domeniche dalle 12.30 alle 17.30, il ristorante Colosseo OS Club propone un’abitudine anglosassone dal gusto italiano: il brunch, dove assaporare piatti dolci e salati in modo informale, a buffet, e soprattutto che incontra i gusti di ogni palato e adatto a tutti i “fusi orari”. Per le famiglie è stato pensato l’allestimento di una sala relax a prezzi ridotti con una zona del locale adibita all’animazione e l’intrattenimento dei bambini.

Aperitivo e cena all’OS Club

Partendo dalla tradizione dell’antica Roma, quando si sorseggiava la bevanda dionisiaca per eccellenza – vino e miele – si viaggia fino ad arrivare ai giorni nostri con i cocktail più esclusivi accompagnati da stuzzichini e assaggi. L’ora dell’aperitivo prelude alla notte, ma soprattutto è un modo per riscaldarsi, incontrarsi, scambiare quattro chiacchiere e fare nuove conoscenze. L’aperitivo predispone, inoltre, l’animo e lo stomaco alla cena soprattutto quando sul menù sono proposte la calamarata di Gragnano con crema di pomodori ciliegini e basilico, o il millefoglie di polpo verace alla brace, il riso thai per concludere in bellezza con i dolci della casa come il parfait all’arancia con cioccolata calda in tazza.

In tutto questo, la musica non manca mai e si può concludere la serata spostandosi nella vicina sala discoteca con proposte musicali e dj set all’ultimo grido.

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Il temporary restaurant è una tendenza proveniente da New York e che ha rapidamente interessato il resto del mondo. Nasce come necessità di improvvisare una location per ristorare i partecipanti alle settimane della moda all’interno di ristoranti già attrezzati, ma che dessero la possibilità di ospitare chef di fama mondiale per aumentare anche il potere attrattivo delle manifestazioni di moda. Allo stesso modo, il ristorante che ospita lo chef stellato acquista una luce nuova. Il temporary restaurant  è un format di ristorazione creativa che apre sia ai nomi prestigiosi che ai nuovi talenti e per creare situazioni sempre uniche e irripetibili. In Italia, i primi esempi di temporary restaurant giungono a Milano, ma è Roma che può vantare uno dei temporary restaurant più giovane e innovativo: il Cohouse Roma.

Cohouse Roma & C. i temporary restaurant più interessanti d’Italia

Nel panorama ristorativo romano c’è grande fermento: nuovi locali nascono in rapida successione, spesso saturando il mercato, ma la fantasia non ha limiti e da qualche anno un punto di riferimento per la tradizione gastronomica locale, nonché fucina di idee per nuovi format legati alla ristorazione è rappresentato da Cohouse, uno spazio polifunzionale di recupero del rione Pigneto, che ogni fine settimana si trasforma in un temporary restaurant e dove ogni due settimane un grande chef propone la propria cucina per circa 200 coperti alla settimana. Tra gli chef che si sono alternati si ricordano Alba Esteve Ruiz (chef del “Marzapane”), Giulio Terrinoni, Gianfranco Pascucci, Enrico Pezzotti. Ideatore e proprietario di Cohouse Roma è Stefano Papi che è socio di altri locali di Roma quali Osteria Delle Coppella, Fish Market, Hamburgeseria, e gli speakeasy Club Derrière e Barber Shop.

Altro esempio di temporary restaurant italiano è quello dello stesso chef stellato Alessandro Borghese che ha chiamato il proprio brand AB – Il lusso della semplicità e che ha riscontrato una delle esperienze di maggior successo presso la sala Biribissi del Casinò di Sanremo, proponendo una serie di menù che valorizzanoo la tradizione gastronomica ligure e i prodotti del territorio.

Contrariamente alla visione di Borghese del lusso a “portata”  di tutti, lo chef stellato francese Alain Ducasse propone il suo temporary restaurant in location lussuose e proibitive come l’Hotel de Paris a Monaco (Montecarlo) dove una stanza per due persone costa 4.500 € a notte. L’originale menù proposto dallo chef è tutto basato sulla sublimazione dello champagne Dom Perignon, un’eccellenza della gastronomia internazionale.

 

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“Maccarone m’hai provocato”. Ve lo ricordate come andava a finire con il mitico Alberto Sordi nel film Un americano a Roma? “Io te distruggo maccarone” e ancora “Io me te magno”. E’ così che vogliamo iniziare la nostra rassegna culinaria delle più famose ricette della capitale. Nonostante Roma sia famosa per la sua storia, i suoi musei e le vie dello shopping, passeremo in rassegna quei piatti tipici che non potranno non essere assaggiati una volta arrivati in città. La gastronomia capitolina, infatti, è una tradizione per i romani ma una vera e propria scoperta che per chi non si accontenta di un panino veloce o un’insalatona.

Ecco, allora, una serie di consigli per scegliere il meglio della romanità a tavola, tra antipasti, primi piatti e secondi succulenti. La sua cucina è principalmente povera, derivante dalla tradizione contadina; prepariamoci a piatti saporiti e con lente preparazioni, altri ricchi o alcuni più veloci.

Iniziamo dai bucatini all’amatriciana, un piatto entrato di fatto nella tradizione romana, ma che dal nome rievoca la vicina città di Amatrice in provincia di Rieti e i suoi pastori che portavano le greggi in transumanza nelle campagne romane. Di origine controversa anche i rigatoni alla carbonara che secondo alcuni sono l’evoluzione della gricia o per altri il piatto tipico di chi lavorava nelle miniere. Per dei primi piatti più easy è meglio optare per i tannarelli cacio e pepe, la classica pasta con pecorino e pepe oppure gli spaghetti aglio, olio e peperoncino.

Per scegliere un secondo dal menù, il compito è ancora più arduo. Una volta bisognerà di certo provare i saltimbocca alla romana, le fettine di vitello con prosciutto e salvia; seppur citata dal Pellegrino Artusi, la loro origine sembrerebbe ignota anche se per alcuni è bresciana. Non possiamo sottrarci nemmeno all’assaggio della coda alla vaccinara che si fa con gli scarti degli animali stufati con sedano, pinoli, cacao e uvetta oppure solo con il pomodoro. Altro piatto che trasuda romanità sono le cotiche con i fagioli e la trippa alla romana. Questi ultimi due sono piatti molto ricchi che vengono consigliati soprattutto con i primi freddi.

Per un contorno tutto romano ci sono i carciofi, la cui ricetta nasce nel ghetto ebraico di Roma. Per gli amanti del pesce, invece, ci sono i filetti di baccalà fritti.

Quindi, quando ci sediamo al tavolo di un’osteria o di un ristorantino e prendiamo tra le mani il menù, prendiamo in considerazioni queste prelibatezze tutte romane se vogliamo fare un salto nella tradizione culinaria della capitale. Solo così si vivrà un’esperienza a 360° nella città eterna. Chi invece ricerca il lato modaiolo e raffinato della capitale, l’Art Cafè Roma è quello che ci vuole, un luogo dove oltre al divertimento notturno e ai party esclusivi è possibile godere della cucina fusion.

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Tra le regioni italiane più ricche di storia, bellezze naturali e artistiche, di una raffinata ed apprezzata enogastronomia, vi è sicuramente l'Umbria, meta ogni anno di turisti provenienti dal resto d'Italia e da tutto il mondo. Situata al centro della penisola, è facilmente raggiungibile da città come Firenze e Roma, anche da quei turisti che intendono andare per una breve visita, facilitati ad esempio dall'essere ospiti in uno degli hotel presso la stazione Termini, nella capitale. L'Umbria offre quindi l'opportunità di ammirare monumenti ed edifici storici nella splendida cornice dei suoi paesaggi naturali e, al tempo stesso, di scoprire ed assaporare le sue delizie culinarie. E' possibile intraprendere un tour enogastronomico di questa magnifica terra, che arricchirà il cuore, gli occhi ed il palato di coloro che lo effettueranno.

Si può iniziare dalla provincia di Perugia ed in particolare da Norcia, splendida cittadina medievale che offre ai suoi visitatori la famosa "norcineria", cioè salumi locali realizzati secondo tradizioni antichissime e dal gusto insuperabile. Da non perdere è il prosciutto crudo norcino da assaporare su una fetta di pane appena sfornata. Nella zona si possono degustare, oltre ai suoi famosi salumi, anche formaggi stagionati prelibati (come il pecorino) e tartufi. A Castelluccio di Norcia invece si possono trovare ed assaggiare le rinomate lenticchie, famose in tutto il mondo per la loro squisita bontà. Gli amanti del buon vino possono invece fare tappa nella vicina Montefalco, dove degustare il Sagrantino o il Montefalco Rosso.

Altra tappa fondamentale è nella zona di Cascia, celebre cittadina che diede i natali a S.Rita, qui il prodotti tipici del territorio il gustoso miele, i prelibati funghi e soprattutto il famoso zafferano, spezia a cui è dedicata un'apprezzata mostra annuale. Spostandoci nei pressi del lago Trasimeno si può degustare dell'ottimo pesce ed in particolare i gamberi rossi e le trote dalle carni prelibate. Da non perdere, la "carpa in porchetta" e l'anguilla "al Tegamaccio", raffinati piatti tipici locali. In questa zona si gusta anche un olio d'oliva delizioso e la fagiolina, saporito legume da assaggiare proprio con quest'olio. Nella zona di Spoleto e dintorni un vino imperdibile è il Trebbiano, mentre  il celebre Vernaccia di Cannara è da gustare nei pressi dell'omonima cittadina.

Gli amanti dei dolci trovano in Umbria anche dei gustosissimi dessert da assaggiare: nei pressi di Foligno, è famosa la "Rocciata", un dolce simile allo strudel fatto con  mele a cui si aggiungono cacao, noci ed alchermes. E' ripieno di canditi e frutta secca invece il "Torcolo di S.Costanzo", altro dolce tipico della zona. Infine, per gli appassionati della cioccolata, non si può non fare tappa a Perugia, sede di una delle industrie dolciarie più famose in Italia. La Perugina infatti ha allestito un museo che permette tra l'altro, di assaporare le sue gustose creazioni, tra cui il celeberrimo "Bacio".

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