Autore: stefano_24

 

Quando si pensa al vino in damigiana, siamo spesso portati a credere, erroneamente, che sia di qualità inferiore rispetto a quello in bottiglia. Già solo il fatto di avere, grazie alla damigiana, una comoda e abbondante scorta del nostro vino preferito è un enorme vantaggio, soprattutto in termini di risparmio.

Per godere appieno del vino in damigiana però bisogna seguire dei piccoli e semplici accorgimenti, soprattutto per quanto riguarda il travaso e la conservazione.

Una premessa fondamentale, relativa alla qualità o meno del vino in damigiana, riguarda ovviamente il produttore dal quale scegliamo di acquistare il vino. Se la cantina dalla quale ci riforniamo è una cantina seria, pulita e ordinata, allora non abbiamo di che preoccuparci. Un consiglio utile potrebbe essere quello di informarsi su quando il vino è stato condizionato, quindi se le damigiane sono state appena riempite o se lo sono state già da un po’ di tempo. E poi chiedere di assaggiare il vino che si intende acquistare non è mai sbagliato. In questo modo, infatti, possiamo stare tranquilli circa la buona qualità del vino e il fatto che sia proprio quello che si addice ai nostri gusti.

È bene sapere poi che una volta acquistata la damigiana, per preservare la qualità del vino, questa deve essere conservata in un ambiente fresco, ad una temperatura di circa 15°-20° C, con poca luce e poca umidità. Ne deriva che se non abbiamo un ambiente simile a disposizione, sarebbe meglio evitare di acquistare il vino in damigiana. Altro aspetto fondamentale per la conservazione del vino è il travaso nelle bottiglie. La damigiana, infatti, ha come unico inconveniente quello di non garantire una tenuta perfetta della chiusura, a causa dell’elevata permeabilità all’ossigeno. Quindi la cosa migliore da fare, una volta acquistato il vino in damigiana, è quella di imbottigliarlo il prima possibile per garantirne una conservabilità maggiore. Assicuratevi poi di acquistare un vino stabilizzato, ossia già trattato, per evitare la formazione di depositi, velature e altre anomalie.

È ovvio che per procedere al travaso bisogna disporre di tutta l’attrezzatura necessaria, quindi il tubo per i travasi, i tappi, le bottiglie, le macchine tappatrici e gli sgocciolatoi per le bottiglie lavate. Se realizzate il travaso senza l’ausilio di una pompa, allora sarà necessario anche un sostegno per la damigiana che deve stare sempre più alta rispetto alle bottiglie. Le bottiglie poi sono da preferirsi quelle con il vetro scuro, ideali per proteggere il vino dalla luce. Per quanto riguarda i tappi, sono indifferenti quelli a corona, in sughero o sintetici, la scelta degli uni o degli altri dipende più che altro dall’attrezzatura per l’imbottigliamento di cui si dispone.Mi raccomando però di non riutilizzare i tappi in sughero o sintetici già utilizzati in precedenza perché la loro tenuta è limitata rispetto a quelli nuovi.

Per consumare il vino che avete imbottigliato, invece, è consigliabile aspettare qualche giorno per consentire la consumazione dell’ossigeno che si è disciolto nel corso dell’imbottigliamento.

Dopodiché, non dovrete fare altro che gustarvi il vostro vino che non ha nulla da invidiare a quello in bottiglia.

 

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Il vino sardo è l’ultima scoperta nel mondo, da qualche anno infatti si fa spazio tra i tanti tipi di vino per ottenere gran parte dei riconoscimenti internazionali ed esteri. Il vino ormai da anni è diventato la bevanda più presente su tutte le tavole italiane e non solo, ma soprattutto in Italia vanta una storia iniziata migliaia di anni fa, attira l’attenzione di grandi e anche ragazzi che lo preferiscono rispetto ad una bevanda gassata perché molto meno dannoso per la salute ed anche più buono. Ovviamente come tutto, se assunto in quantità moderate non fa male, può essere un buon compagno per una serata, un’occasione, un festeggiamento o semplicemente a pranzo o a cena, ma può diventare un nemico se si alza troppo il gomito.
Parlando del vino sardo, ultimamente in giro per il mondo si sente nominare spesso quello prodotto dalla cantina Siddùra a Luogosanto in Gallura che a Tel Aviv ha addirittura vinto la medaglia d’oro al Terravino 2016, ovviamente una grande soddisfazione per la cantina che ormai da moltissimi anni partecipa a tutti i concorsi internazionali fino ad ottenere un premio anche nei mercati esteri. Il concorso ha aperto una bella sfida tra il vino sardo ed altri 615 vini degustati da una giuria proveniente da 24 differenti Paesi. Ovviamente non finisce qui perché in Israele il vino sardo ha ottenuto altre due medaglie, stavolta stiamo parlando del Cannonau Fòla 2014 e del Vermentino di Gallura che hanno ottenuto l’argento primeggiando tra vini provenienti da tutto il mondo. I vini sardi hanno quindi raggiunto diverse destinazioni toccando terra tedesca, svizzera, inglese, americana con la vendita di circa 250 mila bottiglie in un anno.
La cantina che dopo tanti sacrifici è riuscita ad ottenere questi fantastici risultati ha iniziato la sua produzione nel 2010 e in pochi anni ha raggiunto traguardi molto importanti, a quello di Tel Aviv infatti si affianca anche la vittoria con medaglie d’oro all’International Wine Challenge, al Concours de Bruxelles e al Berliner. Secondo dati ufficiali l’azienda di vino sardo ha una vendita di circa il 70% della produzione, ovviamente il traguardo finale sarebbe riuscire ad ottenere un 100%, ma per adesso secondo quanto dichiarato dall’amministratore delegato Massimo Ruggero si punta più alla qualità più che alla quantità che arriverà sicuramente a seguire. Le aspettative sono abbastanza elevate proprio come l’elevata qualità del vino che promette bene.
Una domanda che molti si pongono è: perché i vini sardi sono così buoni da essere conosciuti anche all’estero? Si tratta di vini certamente particolari che ottengono l’eccellenza grazie alle qualità organolettiche, tutto questo grazie alla fertilità del terreno, al clima mite, all’influsso del mare e molto altro. In genere il vino sardo ha delle caratteristiche ben precise ovvero ha un colore ambrato, profumo e consistenza avvolgenti, un insieme di ingredienti che danno il tocco di eleganza, si parla per esempio di datteri, fichi, arancia, miele, è denso, dolce e vellutato un mix che delizia il palato, facilmente riconoscibile e difficile da paragonare a qualsiasi altro vino.

 

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