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I Vini Italiani Risplendono
La Redazione – 21 Gennaio 2004
I produttori di vino italiano offrono molteplici scelte al consumatore americano.
L'innamoramento dell'America di tutto ciò che proviene dall'Italia continua
a progredire e i vini italiani ne traggono vantaggio. In parte bisogna ringraziare
il Pinot Grigio, in quanto continua a promuovere l'aumento nei consumi di vino
italiano con numeri a due cifre, secondo quanto riportato con piacere dai produttori.
Allo stesso tempo però, vini italiani prodotti con diverse varietà
d'uva, i rossi classici, quelli prodotti con uve locali e l'emergere di nuove
regioni produttrici di vini di qualità, contribuiscono in egual modo
alla crescente approvazione dei consumatori americani e al conseguente aumento
dei consumi. Qualunque sia la caratteristica il consumatore cerca in un vino,
la tipicità della produzione italiana che pare soddisfare le aspettative.
"I vini italiani, come d'altra parte i cibi italiani, sono molto accessibili",
dice Lidia Bastianich, comproprietaria dei ristoranti "Felidia Ristorante",
"Becco" ed "Esca" a New York, oltre che di "Lidia's"
a Kansas City e Pittsburgh. "Il vino non deve essere super costoso per
essere buono. I vini italiani offrono tutto questo e inoltre i produttori sono
molto diligenti, sia per quanto riguarda la qualità che la produzione".
Il Felidia Ristorante, che ospita fino a 140 persone, offre 1.300 vini diversi,
il 75 - 80 percento dei quali sono italiani. I bianchi costano dai $25 ai $135
la bottiglia e i rossi dai $25 ai $700 la bottiglia per il Sassicaia 1982, dice
il responsabile dei vini del ristorante, David Weitzenhoffer. I più venduti
sono il 2001 Lis Neris Pinot Grigio del Friuli, a $62 la bottiglia, il 2002
Valditerra Gavi a $42, il 1999 La Togata Rosso di Montalcino a $62 e il 2000
Sole Chianti Classico Casasilia a $80.
"La cosa più importante per il consumatore è sempre il rapporto
qualità-prezzo", dice David Lane, direttore di marketing alla Gallo
Imports, un reparto dell'azienda E. & J. Gallo Winery, che importa Bella
Sera and Ecco Domani, ossia i vini che si trovano al terzo e quinto posto nel
sondaggio sull'importazione enologica dall'Italia condotto dalla ditta Impact
Databank. "I consumatori odierni sono sempre esigenti più che mai,
vogliono provare nuovi vini e nuovi tagli d’uve provenienti da nazioni
diverse, infatti, non c'è consumatore che dichiari di bere solamente
vino italiano".
Nel Settembre del 2003, Bella Sera ha introdotto quello che il signor Lane
definisce uno "Chardonnay d'assalto", che ha un tono pieno e una struttura
più cremosa, caratteristiche che secondo lui, lo distingue dagli altri
Chardonnay italiani. Lo Chardonnay 2003 si colloca nella stessa fascia di prezzo
delle altre varietà di vino del marchio Bella Sera, ossia da $5.99 a
$6.99 la bottiglia da 750 millilitri, $10.99 per la confezione da 1,5 litri
e $6.99 per la confezione da quattro mini-bottiglie da 187 millilitri.
Il fenomenale Pinot Grigio
Il Pinot Grigio è consistentemente la varietà più venduta
da tutti i maggiori importatori, come Gallo con i marchi Bella Sera ed Ecco
Domani; Cavit, il secondo produttore per quantità importato da Palm Bay
Imports; Bolla, il quarto produttore per quantità importato da Brown-Forman
Wines e altri produttori quali Cesari Due Torri, importato da Opici Imports;
San Giuseppe, importato da Vintwood International e Fontana Candida, importato
da Brown-Forman Wines.
"Pinot Grigio significa 'vendita rapida', " dice Jaime Smith, sommelier
del ristorante Aureole, annesso all'hotel da 3.215 camere da letto Mandalay
Bay Resort and Casino di Las Vegas. "È in corso una rivalutazione
del Pinot Grigio. Si tratta del vino bianco italiano più venduto in America".
Il ristorante offre 500 vini rossi italiani a prezzi che vanno da $25 a $2.000
e 75 vini bianchi che vanno dai $22 ai $275. Fra i più venduti si contano
i vini friulani dell'azienda Venica, che vanno dai $35 ai $40 la bottiglia e
includono il 2002 Venica Pinot Grigio, dice Smith. Un rosso che si vende bene
dai $40 ai $45 è il 2002 Cogno Barbera d'Alba.
L'attuale aumento nelle vendite del 24 percento per questa varietà continuerà
a crescere, dice il signor Lane dell'azienda Gallo. "Siamo ancora lontani
dal potenziale picco di questa fascia di mercato". Ecco Domani Pinot Grigio,
che si vende molto bene nelle aree urbane, "porta il vino italiano sulle
tavole americane, sostituendo wine coolers (tipo di bibita leggermente alcolica),
Martini o Chardonnay", conclude. Il costo di questo vino al dettaglio va
dai $9.99 ai $10.99 la bottiglia mentre al ristorante si vende dai $20 ai $36
la bottiglia e da $5 a $7 al bicchiere.
Il mercato positivo del Pinot Grigio si fa sentire anche per importatori minori
quali Vintwood International, che importa il Pinot Grigio San Giuseppe Veneto
IGT 2002, segnando un aumento delle quantità distribuite toccando i 110,000
cartoni da 12 bottiglie l'anno. Questo vino si vende a $9.99 al dettaglio mentre
al ristorante va dai $24 ai $26 la bottiglia e da $5 a $7 al bicchiere. Frank
Gentile, presidente della Vintwood, ha recentemente immesso sul mercato il 2002
San Giuseppe Piave DOC Pinot Grigio a $35 la bottiglia, puntando principalmente
le vendite verso le forniture ai ristoranti.
"L'unico vino che il cliente medio richiede specificatamente quando entra
nel nostro negozio è il Pinot Grigio", dice Peter Gatti, manager
del negozio di Westlake della catena di 34 negozi della ditta Twin Liquors,
la cui sede amministrativa si trova ad Austin, in Texas. "Stiamo riscontrando
che un numero notevole di consumatori passano al Pinot Grigio dallo Chardonnay,
alla ricerca di un vino bianco che abbia un palato meno 'legnoso' di quest'ultimo".
Il gruppo importa 600 vini italiani, con bianchi che costano dai $3.99 ai $31
la bottiglie e rossi che vanno dai $4 ai $300. I più venduti sono il
2002 Tommasi Pinot Grigio, a $12.99 e un "Super Toscano Baby", il
2001 Avignonesi Rosso a $12.99.
Un mondo di tagli
Vini che combinano diverse varietà d’uve italiane, oppure tagli
d’uve autoctone con varietà internazionali, stanno cogliendo favorevolmente
l'attenzione del pubblico americano in modo crescente. Luna di Luna, secondo
Demille Richardson, manager dei marchi italiani presso AV Imports, continua
ad accrescere la propria fetta di mercato di oltre il 10 percento.
"Uno degli ostacoli principali per noi è mantenere vivo l'interesse
degli operatori di settore. Per esempio, in che modo possiamo differenziare
il nostro Pinot Grigio dagli altri, visto che tutti gli importatori ne hanno
uno", dice Melanie Losey, vice presidente alla direzione vendite della
AV Imports. Siccome Luna di Luna produce vini che sono prodotti da tagli d’uve
"essi sono già diversi dalla norma", continua "inoltre
le nostre tipiche bottiglie colorate ci aiutano a distinguerci dalla concorrenza".
Infatti, le bottiglie di Luna di Luna, con i loro colori brillanti "danno
un'ottima visibilità al nostro prodotto nei bar", dice Demille Richardson.
"Si vendono facilmente nei ristoranti italiani, ma le bottiglie colorate
ci danno una mano anche nelle vendite in ristoranti non italiani. Il consumatore
riconosce i nostri vini immediatamente dalle bottiglie colorate".
Nel 2003 la AV ha introdotto un nuovo taglio al 50 percento di Pinot Grigio-Pinot
Bianco, confezionato in una bottiglia colore giallo brillante e venduta a $10.99
la bottiglia al dettaglio, mentre al ristorante si vende a $22 la bottiglia
e a $6 al bicchiere. Durante il periodo delle feste natalizie sono stati immessi
sul mercato anche un vino bianco frizzante, venduto in una confezione color
blu e argento al prezzo di $15.99 la bottiglia, e una confezione da due bottiglie
di Merlot-Cabernet e di Pinot Bianco-Sauvignon Blanc, al prezzo di $22 complessivi.
Secondo Richard Cacciato, presidente e CEO della Frederick Wildman and Sons
Ltd., anche il 2002 Pinot Grigio-Chardonnay e il Merlot-Sangiovese della Folonari
mostrano aumenti nelle vendite. I clienti amano il Pinot Grigio ed apprezzano
la struttura che il Chardonnay vi sovrappone, mentre il Merlot ammorbidisce
i tannini pronunciati del Sangiovese, producendo un vino dal palato più
piacevole, arrotondato e morbido. Ambedue si vendono al dettaglio a $7.99 la
bottiglia.
Il ritorno dei classici
Secondo il sondaggio condotto dell'Impact Databank, il volume d’importazioni
è in aumento sia per le Cantine Riunite (che già trova al primo
posto fra i produttori vinicoli importati negli Stati Uniti) che per il Bolla
Valpolicella. Questi dati sono in sintonia con la tendenza che vede il consumo
di vino vini rossi aumentare con consistenza. Il Lambrusco, portabandiera delle
Riunite, immette annualmente 1,2 milioni di cartoni da 12 bottiglie sul mercato
statunitense ed ha segnato aumenti al 10% negli ultimi anni, riporta James Mariani,
vice presidente esecutivo per marketing e vendite dell'importatore Banfi Vintners
che distribuisce i vini delle Riunite. "Con i consumatori sempre più
interessati ai vini rossi, il Lambrusco delle Riunite possiede distinzione e
carattere" dice Mariani. "Il suo stile secco e fruttato, il basso
contenuto di solfiti e il basso contenuto alcolico lo rendono un vino accessibile
e soddisfacente per il grande pubblico". Il prezzo al dettaglio è
di $3.99 per la bottiglia da 750 millilitri e da $6.99 a $7.99 per la confezione
da 1,5 litri.
Secondo Andrew Varga, vice presidente e direttore generale per i marchi importati
dalla Brown-Forman Wines, il Valpolicella è il secondo vino più
venduto dal marchio Bolla (dopo il suo Pinot Grigio) e controlla il 90 percento
del mercato americano per la varietà Valpolicella. "Il Valpolicella
sta rafforzando la propria immagine quale vino italiano noto e affidabile"
dice Varga. Nell’estate del 2003, Brown-Forman ha alzato il prezzo dei
vini Bolla da $6.99 a $7.99 la bottiglia. "Sta andando abbastanza bene",
ha detto il signor Varga lo scorso ottobre. "A causa dell'aumento di prezzo
le vendite sono diminuite solo del 3 percento e le prospettive per l'importante
periodo pre-festivo di Novembre/Dicembre ci sembrano buone". Secondo Varga
l'aumento di prezzo ha rallentato l'aumento nelle vendite del Bolla Pinot Grigio
e ha provocato solamente una leggera flessione nelle vendite del Valpolicella
e del Merlot.
Nuove frontiere
I consumatori americani sono sempre più disposti ad avventurarsi oltre
le frontiere enologiche italiane tradizionali, rappresentate dalla Toscana e
dal Piemonte, per sperimentare la produzione di nuove regioni emergenti quali
la Campania, la Puglia e la Sicilia, scoprendo al contempo nuove varietà
di vini prodotti con uve native italiane, riportano sia i produttori che gli
intermediari del settore.
"Puglia e Sicilia stanno producendo vini che finiranno col competere,
sul mercato internazionale, con i loro cugini più noti prodotti al nord",
dice Bob Cappuccino, vice presidente e direttore nazionale per le vendite dell'azienda
Opici Imports. Un nuovo marchio importato dalla Opici è quello della
Tenuta Rubino. "Stiamo in questo momento promuovendo il Negroamaro, l'uva
favorita della regione Puglia", continua il signor Cappuccino "con
il 2002 Tenute Rubino Marmorelle Rosso, che si vende al dettaglio a $15.99".
Inoltre è disponibile il 2002 Tenute Rubino 'Punta Aquila' Primitivo
(100-percento Primitivo), venduto a $21.99.
Un altro marchio pugliese da tenere sottocchio è quello di Feudo Monaci,
che è importato dalla ditta Frederick Wildman and Sons. In questo periodo
sono disponibili il 2001 Feudo Monaci Primitivo e il 2001 Feudo Monaci Salice
Salentino, entrambi in vendita al dettaglio a $8.99 la bottiglia e dai $20 ai
$25 al ristorante. Il Salice Salentino è prodotto con 80-percento Negroamaro
e 20-percento Malvasia Nera. Introdotto sul mercato nel 2003, secondo il signor
Cacciato della ditta Wildman il marchio sta ricevendo un'ottima accoglienza
sia da parte dei consumatori che dai ristoratori.
In Campania, Feudi San Gregorio ha investito $25 milioni in nuove cantine e
in un centro d'accoglienza, racconta Mercy Whitman, vice presidente di marketing
alla Palm Bay Imports. Il 2001 Feudi San Gregorio Rubrato (100-percento Aglianico
di Taurasi) si vende al dettaglio a $17.99 e il 2002 Feudi San Gregorio Falanghina
(una varietà di bianco) si vende a $15.99.
"Stiamo assistendo all'apertura d’ottime opportunità per
le diverse varietà che rendono i vini italiani unici", dice Mike
Petteruti, vice presidente della Palm Bay Imports. Il 2002 Verdicchio Classico
della Fazi-Battaglia, prodotto con un'uva nativa delle Marche, "può
essere invecchiato con risultati buoni quali si ottengono con il Chardonnay",
continua, "ed è comparabile ai grandi Burgundi bianchi francesi".
Si vende al dettaglio per $7.99.
Le avventurose esplorazioni dei consumatori spingono i marchi friulani.
La venerabili case vinicole del Friuli – Tenuta Villanova, Schioppetto
e Borgo Conventi fra le altre – stanno beneficiando delle tendenze del
consumatore americano odierno, il quale si diletta nello sperimentare nuovi
vini.
"Il pubblico è generalmente più aperto che in passato e
vuole provare nuove varietà e tagli di varietà diverse che producono
vini più complessi ed interessanti", dice Bob Cappuccino della ditta
Opici Imports, la quale che vende il Roncocucco, il marchio di punta della Tenuta
Villanova prodotto nella zona del Collio. In questo periodo sono disponibili
il 2002 Roncocucco Pinot Grigio, il 2002 Roncocucco Sauvignon Blanc e il 2001
Roncocucco Tocai Friulano a $18.99 al dettaglio e dai $25 ai $30 al ristorante.
Il Pinot Bianco, il Pinot Grigio, il Sauvignon Nero e il Tocai, dell'azienda
Schioppetto, tutti dalla vendemmia 2002, sono disponibili a $35 al dettaglio
e a $75 al ristorante, secondo Leonardo LoCascio, presidente e CEO della ditta
importatrice Winebow Inc.
Schieffelin & Somerset Co. distribuisce il Borgo Conventi 2002 Ruffino
Lumina Pinot Grigio, prodotto dall'azienda Ruffino, a $12.99 la bottiglia, riporta
Marina Borsini, manager per il marchio Ruffino alla Schieffelin & Somerset.
Il 2002 Borgo Conventi Chardonnay, Pinot Grigio e Sauvignon Blanc e il 2001
Borgo Conventi Merlot si vendono invece a $15.99 la bottiglia.
Considerazioni sui prezzi
I vini di qualità del Friuli sono spesso venduti negli Stati Uniti a
prezzi più alti rispetto ad altri vini bianchi italiani. Jenni Heim,
assistente del direttore per il reparto vini italiani al Sam's Wine & Spirits
di Chicago, un negozio di circa 3.250 metri quadrati, dice che i vini bianchi
più costosi venduti da loro sono il 2000 Jerman Vintage Tunina, un taglio
di Chardonnay, Sauvignon Blanc, Malvasia e Picolit che si vende a $45 la bottiglia
e il 2000 Jerman Capo Martino, un taglio di Tocai e Picolit che si vende a $50.99.
Ambedue sono importati dal Friuli .
Secondo Heim, uno dei vini più venduti a Sam's è il Santa Margherita
Pinot Grigio 2002, che costa $18.99 di listino, ma il negozio spesso vende scontato
a $13,99 o $14.99. Il più venduto nella fascia di prezzi più bassi
invece, è il Torresella Pinot Grigio IGT, a $4.99 la bottiglia.
Il cliente medio cerca costantemente vini d'importazione a prezzi d'occasione
in tutte le categorie, ma a causa del dollaro debole è sempre più
difficile trovare vini importati da poter vendere a basso prezzo, dice Heim.
"Per il consumatore abituale, che spesso compra di vino della stessa marca
a cartoni da 12 bottiglie per volta, l'aumento d’uno o due dollari la
bottiglia fanno una bella differenza", continua Heim. "Ci sono sempre
meno vini disponibili sotto ai $7". Un buon esempio di vino che presenta
un rapporto favorevole qualità-prezzo a $6.99 la bottiglia è il
pugliese 2001 Botromagno Gravina importato da Winebow. Si tratta di un taglio
bianco di Greco e Malvasia che presenta un buon palato minerale, bilanciato
da soffusi aromi delicati di pera e toni caldi di frutta, termina Heim.
Cosa ci riserva il futuro?
In Friuli, esistono altri bianchi oltre al Pinot Grigio? Secondo LoCascio, dell'azienda
importatrice Winebow, il prossimo grande bianco friulano sarà prodotto
prevalentemente con uve Tocai. "È una gran varietà d'uva
nativa della zona", dice LoCascio.
Pubblicato originalmente su Market Watch– ©2003 Market Watch
Tradotto dall'inglese da WineCountry.IT |
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