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Dati 2004 import in USA - l’Australia insidia sempre più da vicino il primato del vino italiano
Italian Trade Commission, N. Y., USA – 18 Febbraio 2005
I dati di Dicembre diffusi venerdì scorso dal Dipartimento del Commercio USA segnalano una chiusura d’anno che conferma il vino italiano ancora in testa nella classifica delle importazioni, con una quota di mercato del 31 percento nella classe di maggiore riferimento e cioè quella dei vini fermi imbottigliati nelle confezioni inferiori ai due litri.
Temuto nel secondo trimestre dell’anno, il sorpasso da parte dell’Australia sul dato complessivo annuale, dunque, non si è verificato. I tassi di crescita dell’export italiano in valore (+4,99 percento), rispetto a quello australiano (+15,54 percento) sono però tutt’altro che rassicuranti.

Una lettura dei risultati commerciali degli ultimi cinque anni, conferma infatti la prepotente progressione della performance dell’Australia che è passata da un valore di quasi 200 milioni di dollari nel 1999 a 711 milioni del 2004 (vedi valore aggiornato in altre valute). Nello stesso torno di tempo le quantità esportate sono passate da 38,6 milioni a 169 milioni di litri.
Più opache, invece, le performance dell’Italia, che proprio nelle quantità esportate registra per il 2004 una flessione del 6,25 percento (nel 2003 era cresciuta, invece, di quasi l’8 percento), per un valore di 876 milioni di dollari, ed è insidiata sempre più da vicino dall’Australia, che esporta negli USA appena 12 milioni di litri in meno dell’Italia, le cui quantità esportate si attestano a 181 milioni di litri.
Secondo le statistiche americane, il prezzo medio al litro del vino italiano negli ultimi cinque anni è aumentato da 3,70 dollari a 4,84. Nello stesso periodo quello australiano è invece diminuito da 5,17 dollari a 4,20 (vedi valore aggiornato in altre valute).
La Francia passa invece in terza posizione, superata proprio dall’Australia, e registra una diminuzione del 19,3 percento in valore e del 7 percento nelle quantità esportate, rispetto al 2003.
Importanti risultati, seppure su livelli quantitativi nettamente inferiori da quelli di Italia, Australia e Francia, continuano a far registrare anche nel 2004 la Nuova Zelanda, il Sud Africa e la Spagna, che hanno evidenziato aumenti percentuali a due cifre nelle quantità rispetto ai risultati del 2003.
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