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Villa Cafaggio
Anima e corpo del Chianti Classico
Massimo Pala - 23 Giugno 2006
L'auto si culla tra le curve ed i dossi della stretta stradina collinare tra campi, olivi e cipressi, lasciandosi dietro le ultime case di Panzano in Chianti. Poi ecco il bosco dei cipressi, quasi un incanto da fiaba, da cui svetta il piccolo campanile di una minuta e carinissima chiesetta: la Basilica Cafaggio. La strada diventa sterrata e poi, avanti ancora, ecco che d'improvviso, sorpresi da una vista mozzafiato di tutta la "conca d'oro", ci si tuffa nei filari, quasi a perdita d'occhio, dei vigneti dell'azienda che, ben accorpata, trasmette "a pelle" un piacevole senso di intimo ed accogliente, con il suo caratteristico stile rustico di pietra toscana color nocciola.
Non c'è squadratura geometrica ma solo incroci di curve tra i filari che seguono fedelmente il profilo delle colline, portando la vista oltre l'orizzonte, oltre il respiro reso affannoso dall'emozione.
Finalmente qui, finalmente a Villa Cafaggio, l'azienda che per prima, nell'ormai lontano 1992, accese la mia fantasia assieme alla mia passione per il vino, con un semplice depliant, letto a centinaia di chilometri di distanza.
Tutto è piccolo e contenuto, ma intimo ed accogliente. I rustici caseggiati, la profumata cantina con le barriques, quella di vinificazione con le vasche in acciaio, quella con le botti grandi di rovere di slavonia e persino la sala di imbottigliamento. Tutto lo spazio è sapientemente sfruttato ed organizzato con certosina perizia perché è qui che passa la sua gioventù e cresce sano e forte "l'oro nero" di Villa Cafaggio, dopo che la natura e l'amorevole mano dell'uomo lo hanno concepito ad ogni annata. Poi il "meritato riposo" in bottiglia ed ecco che finalmente si può cogliere assieme ciò che questa "creatura" sa donare ai nostri sensi.
Il Chianti Classico 2004, 100% uve sangiovese, con una densità di impianto che supera le 7.000 piante per ettaro ed una produzione di circa 1,5 kg per pianta, dopo la fermentazione con macerazione è affinato per 12 mesi, come da tradizione, in grandi botti di rovere di slavonia (3.000 e 6.500 litri) prima di arrivare alla bottiglia. È intenso, fitto e concentrato con un bel profumo di ciliegia. Piacevole in bocca, con una lieve vena acida che ne sottolinea la ancora non completa maturità. Lascia una bocca delicatamente aromatica e persistente.
Il Chianti Classico Riserva 2001, 100% uve sangiovese, con una densità di impianto che supera le 5.000 piante per ettaro ed una produzione di circa 1,2 kg per pianta, dopo la fermentazione con macerazione è affinato per 18 mesi in barriques di rovere francese, poi 3-4 mesi in grandi botti di rovere di slavonia ed ancora 5-6 mesi in bottiglia. Qui c'è tutto quanto serve a completare il quadro organolettico del Chianti: Rosso porpora con sfumature rosso mature. Al naso è denso, consistente. La ciliegia matura qui diviene amarena e ad essa si sommano la mora ed il lampone, affiancate da un dosatissimo speziato che ricorda la cannella. Un naso che affascina. In bocca è "velluto di frutta" dolce e matura che scivola sulle papille lasciando una scia aromatica che dura a lungo.
Il San Martino 2001, 100% uve sangiovese, con una densità di impianto che supera le 7.000 piante per ettaro ed una produzione di massimo 1 kg per pianta, dopo la fermentazione con macerazione è affinato per 18 mesi in barriques di rovere francese, poi 5-6 mesi in bottiglia. Siamo al culmine della concentrazione per un rosso così intenso che satura sul nero. Un naso incredibilmente "compatto" di frutta matura : ciliegia nera ed amarena, piccoli frutti a bacca nera: ribes nero, mirtillo e mora, a braccetto con delicate note di cannella e vaniglia, in un assieme che inebria così come farebbe un goloso nettare.
In bocca esplode la dolcezza del suo "frutto liquido" che con una morbida scia di polpa succosa sembra non voler più abbandonare un palato ormai da essa reso sublime. Talmente buono che ogni sorso invoglia il successivo.
Il Cortaccio 2001, 100% uve Cabernet Sauvignon. Densità di impianto che supera le 4.000 piante per ettaro. Un kg per pianta la produzione. Dopo la fermentazione con macerazione è affinato per 18 mesi in barriques di rovere francese, poi 6 mesi in bottiglia.
Anch'esso già a prima vista concentrato e saturo nel suo rosso porpora tendente al nero. Affascina il naso con un bouquet di rara eleganza dove tutte le note fruttate, erbacee e speziate sono in perfetto equilibrio. Piccoli frutti a bacca nera dolci e maturi, assieme a note di pepe verde, poi tabacco pregiato, caffè tostato e cacao nel finale, con grande persistenza aromatica. Finezza ed eleganza anche nel palato con un tocco vellutato che accarezza e lascia di se una scia aromatica lunghissima.
Sono passati 14 anni, sono cambiate tante cose, Villa Cafaggio è cresciuta ma la passione è la stessa. Io sono cresciuto con il vino ma la passione è la stessa di allora. Allora solo un depliant, oggi Cafaggio e il suo "oro rosso" dal vivo … ne è valsa davvero la pena!
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