Previsioni 2007 Ismea – Unione Italiana Vini
Quinta di 6 parti
La Redazione - 13 Settembre 2007
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Lazio e Marche.
Le perdite quantitative stimate per il Lazio si attestano attorno al 10 – 15%.
Tale flessione è da imputare in primo luogo ai temporali primaverili che hanno condizionato sia la fioritura che l'allegagione, regolando in modo naturale la quantità dei grappoli presenti sulle viti e rendendoli più spargoli. A questo si è aggiunto poi un lungo periodo di siccità, con alcune zone dove non è piovuto per ben tre mesi, ed un clima molto caldo.
La qualità delle uve risulta comunque buona. L'incidenza delle malattie è stata quasi nulla, con scarsi rischi di peronospora a qualche preoccupazione in più per l'oidio, in particolare per quanto riguarda la Malvasia di Candia, che ne è particolarmente soggetta. Tuttavia in generale le uve sono sane e i passaggi per i trattamenti in vigna sono stati meno frequenti del solito.
Flessione produttiva piuttosto importante anche per le Marche (-15 - 20%) imputabile di nuovo al clima siccitoso che ha influenzato il regolare sviluppo degli acini. I grappoli più spargoli e leggeri hanno quindi determinato una minor resa in vino.
L'anticipo in vendemmia è calcolabile in due settimane circa, dopo una buona fase di invaiatura e di maturazione.
La gradazione delle uve è superiore a quella dello scorso anno e sono ottimistiche anche le aspettive sulla qualità, grazie anche all'andamento stagionale che non ha favorito lo sviluppo di agenti patogeni ed ha limitato il numero degli interventi di difesa integrata.
Abruzzo.
Attorno al 15 – 20% anche la flessione stimata da Ismea-UIV per l'Abruzzo, dove la siccità ha giocato un ruolo fondamentale in tutto lo sviluppo vegetativo delle viti.
Il freddo ha penalizzato l'allegagione, mentre le fasi finali dello sviluppo, dall'invaiatura alla maturazione, non sono invece state particolarmente influenzate negativamente dalle condizioni meteorologiche.
Lo stato fitosanitario del vigneto abruzzese è in generale molto buono, fatta eccezione per alcuni attacchi di oidio non tempestivamente arginati dagli interventi di lotta integrata. La gradazione delle uve risulta nella norma.
Puglia e Campania.
La vendemmia 2007 fa registrare le maggiori perdite produttive nelle regioni meridionali, a partire dalla Puglia con un 20% negativo.
Importanti flessioni si registrano sia nella parte settentrionale della regione che nell'area del Salento. A condizionare l'annata hanno concorso una serie di eventi: prima la siccità, poi forti precipitazioni accompagnate da grandinate e, infine, virulenti attacchi di peronospora, soprattutto nella parte meridionale della regione.
L'anticipo vegetativo segnalato per le fasi di fioritura e allegagione si è mantenuto anche nell'invaiatura, con una vendemmia iniziata circa due settimane prima della media.
La siccità è alla base della flessione produttiva anche in Campania, dove si registra un calo del 10 – 15%. Solo in giugno, dopo forti piogge, si era sperato nella costituzione di buone riserve idriche e nell'arresto del forte anticipo accumulato fino a quel momento. Luglio è stato invece molto caldo con minime stagionali al di sopra della media, per cui la pianta ha ripreso un forte sviluppo.
La crescita fisiologica delle viti è rientrata in condizioni normali in agosto che, seppure caldo e siccitoso come luglio, è stato caratterizzato da forti escursioni termiche tra la notte e il giorno che hanno riportato la fase vegetativa quasi nella norma, riducendo a 7-8 giorni l'anticipo previsto della vendemmia.
Le condizioni sanitarie dell'uva sono buone, i grappoli e gli acini sono inferiori alla media, la polpa è più concentrata e di conseguenza si prevede che le gradazioni zuccherine saranno più elevate rispetto al 2006.
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