Riforma dell'Organizzazine Comune del Mercato del Vino
La Redazione – 5 Luglio 2007
Il commissario europeo per l'agricultura, Mariann Fischer Boel, tiene fede alle dichiarazioni preliminari proponendo una riforma profonda ed incisiva, con importanti elementi di semplificazione e, finalmente, una nuova attenzione alle realtà di mercato con il capitolo "promozione".
Questa sintesi può far pensare che ci siano soltanto elementi positivi nella riforma, ma probabilmente ci troviamo a metà percorso nell'analisi dell'impatto che la riforma stessa avrà sulla vitivinicoltura europea ed italiana.

Infatti, dato che la proposta di riforma guarda al mercato l'imprenditoria vinicola italiana, che si riconosce nella Confederazione Italiana della Vite e del Vino, ossia l'anima politica dell'Unione Italiana Vini, esprime moderata soddisfazione per una filosofia capace di fare scelte coraggiose quali l'eliminazione dell'uso del saccarosio.
"Al tempo stesso però", precisa il Presidente della Confederazione Andrea Sartori, "non condividiamo l'idea di riportare l'indicazione di vitigno e di annata sull'etichetta dei vini da tavola e richiamiamo l'attenzione sulla delicata questione della liberalizzazione degli impianti, che dovrà comunque essere 'guidata' affinché non sconvolga gli assetti di mercato. In merito alla nuova impostazione sulle denominazioni d'origine, si deve assolutamente evitare il rischio di smontare un impianto che in Europa vanta oltre 200 anni di storia e che è parte essenziale della nostra cultura".
I fondi destinati alla promozione, che come sempre potranno contare sul sostegno e coordinamento del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali guidato dal ministro De Castro, non basteranno da soli a far superare al settore vitivinicolo sia le difficoltà incontrate sul mercato interno che le condizioni di maggiore concorrenza esistenti sul mercato internazionale.
"É indispensabile cogliere l'occasione di questa riforma per una analisi serena dello scenario italiano", ha dichiarato il Presidente di Federvini, Piero Mastroberardino. "Non dobbiamo temere le liberalizzazioni e le semplificazioni che ci attendono, ma dobbiamo, anzi, proseguire sulla strada del confronto, della valutazione comune all'interno della filiera produttiva, dedicando una attenzione ancora più forte alle attese del consumatore".
Il primo passo fu compiuto all'indomani della riunione degli Stati Generali del Vino, si deve ora proseguirei quella direzione con la profonda determinazione di realizzare un gioco di squadra, ossia iniziative che consentano a tutto il sistema vitivinicolo italiano di confermare il ruolo di leader che i consumatori nazionali ed internazionali hanno dimostrato in più occasioni di attendersi.
"Certamente è una riforma il cui elemento di maggiore spicco risulta essere la decisione strategica di vietare lo zuccheraggio", ha concluso Mastroberardino, "un elemento che certamente in questi ultimi anni ha influito non poco sulla concorrenza tra le diverse enologie".
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