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Previsioni 2008 Ismea – Unione Italiana Vini: Seconda di 6 parti
La Redazione – 9 Settembre 2008
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Dettaglio regionale
Ad avere accusato le perdite maggiori, secondo quanto rilevato da Ismea e Uiv, sono state le regioni Nord-occidentali, con variazioni a due cifre sul dato dell'anno prima.
A pesare maggiormente è sicuramente il risultato del Piemonte (-15/-20%) che al suo interno, peraltro, presenta una situazione più critica nell'Astigiano rispetto al Cuneese. La realtà vinicola regionale si presenta agli antipodi rispetto a quella 2007.
Già l'inizio dell'anno era stato caratterizzato da una situazione climatica più rigida, ma nonostante questo l'avvio del ciclo colturale era in anticipo rispetto a un andamento normale. Sono stati i mesi di maggio e giugno a segnare decisamente il cambiamento, a causa di un clima freddo e piovoso, perdurato per un lungo periodo e accompagnato da grandine e venti piuttosto forti. Questo ha rallentato sensibilmente il ciclo produttivo ed ha comportato un ritardo calcolabile tra i 10 e i 20 giorni secondo le varietà. Dopo la metà di agosto, il tempo si è ristabilito e si sono ricreate le condizioni ideali per un'ottimale invaiatura e per accompagnare l'uva verso una maturazione senza problemi, sempre che il clima resti così favorevole anche a ridosso della vendemmia. La persistente umidità ha, comunque, caratterizzato l'estate 2008 come una delle più critiche degli ultimi decenni, con una combinazione di peronospora, oidio e botrite che ha tenuto in costante allarme i viticoltori. Chi non ha seguito con attenzione il vigneto, anche nel mese di agosto, rischia, infatti, una produzione scarsa sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. A tale proposito si segnala che le gradazioni zuccherine delle uve si annunciano buone, ma non eccessive.
Anche in Lombardia la situazione non lascia molto spazio all'ottimismo (-15/-20%). L'estate ha, infatti, ridotto sensibilmente le aspettative dei produttori e quella che doveva essere una vendemmia nella norma, potrebbe invece risultare sensibilmente inferiore alla media degli ultimi cinque anni. Particolarmente rilevanti risultano le perdite nel Pavese, a causa della peronospora che ha colpito soprattutto la Croatina, già influenzata precedentemente da colatura. Si può parlare di un'annata normale per quanto riguarda la maturazione. La qualità è buona, grazie anche a un lungo periodo di stabilità meteorologica, con notti fresche e giornate calde. Qualche grandinata ha, però, lasciato il segno. Anche il Bresciano mostra flessioni consistenti su base annua. In Franciacorta, dove è iniziata la vendemmia delle uve per la produzione di spumante, la minor quantità è comunque compensata da un buon grado di acidità che ne favorisce la qualità. Riduzioni si segnalano, inoltre, nelle zona del Garda ed in Valcalepio, dovute anche a danni da grandine. Sembra, invece, più abbondante dello scorso anno la vendemmia in Valtellina, nonostante gli eventi meteorologici subiti in luglio e gli attacchi di peronospora.
L'estate ha portato verso il basso anche le stime per la Valle D'Aosta (-10/-15%). Mediamente il ritardo vegetativo è di 15 giorni rispetto alla norma. L'eccessiva piovosità ha, inoltre, favorito lo sviluppo di patogeni, peronospora e oidio in testa, la cui incidenza è abbondantemente superiore alla media, con ricadute negative sulla qualità oltre che sulla quantità.
Luglio e agosto non hanno migliorato le aspettative della Liguria (-15/-20%), dove già da tempo la vendemmia era sembrata compromessa dai continui attacchi di peronospora, difficilmente arginati a causa delle incessanti piogge di giugno.
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